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Sportiva-Mente

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Come in tutte le cose anche nello sport ci vuole testa. Altrimenti un’attività che pensiamo possa far del bene al nostro corpo e contribuire al nostro benessere, può trasformarsi in un male.
E non ci riferiamo solo ai principianti, ma anche a chi si allena tutti i giorni. Anzi gli sportivi di lungo corso spesso sottovalutano i rischi da infortuni, proprio perché si sentono in forma e quasi invincibili.

Secondo uno studio condotto dal Reparto Ambiente e Traumi Istituto Superiore di Sanità, ogni anno più di 300.000 persone si presentano al Pronto Soccorso per incidenti subiti durante l’attività sportiva.
Ma quali sono realmente i rischi?
Cominciamo con il distinguere tra chi comincia uno sport e chi, invece, lo pratica costantemente.

I rischi per i principianti.

I principianti spesso sottovalutano la propria prestanza fisica. Da subito tendono ad eccedere sentendosi pieni di voglia di fare e in forza e così incorrono in un accumulo di acido lattico fino a problemi a livello osteoarticolare e, in casi più gravi, a pericolosi sovraccarichi per il cuore.
Ecco perché è sempre bene fare una visita preventiva. I medici individuano le eventuali problematiche fisiche attraverso un elettrocardiogramma sotto sforzo, una indagine sullo stato di salute generale e una visita di natura osteoarticolare per consigliare infine lo sport più adatto. In pratica è inutile fissarsi sulla corsa se le ginocchia non sono in grado di sostenerne il carico e le sollecitazioni.

I device da utilizzare.

Quando ci si allena - soprattutto nel caso di corsa, bicicletta, spinning - è fondamentale utilizzare il cardiofrequenzimetro, un dispositivo che rileva la frequenza cardiaca, ovvero il numero di battiti che il cuore compie in un minuto. Questo strumento ci permette di tenere sotto controllo alcuni parametri fondamentali del nostro organo muscolare più importante, come la frequenza massima, la soglia minima o la target zone (il numero di battiti sul quale impostare il nostro training).

Come prepararsi al meglio.

A chi non è capitato, poi, dopo una lezione intensiva di ritrovarsi il giorno dopo o quello successivo ad accusare dolore in varie parti del corpo? Succede perché abbiamo stressato troppo i nostri muscoli, creando delle microlesioni. Perciò è opportuno abituarsi pian piano all’attività e progredire lentamente, fare sempre stretching alla fine e il pieno di vitamina E, che ossigena il sangue e migliora la circolazione. Quali cibi ne sono ricchi? La frutta secca, gli ortaggi a foglia verde, le erbe aromatiche (basilico, ad esempio), olio e margarina.

I rischi per chi è già allenato.

Per gli sportivi DOC spesso i rischi sono dovuti al sovrallenamento o all’eccessiva confidenza con l’attività praticata.
La sindrome del sovrallenamento avviene quando il ciclo allenamento-riposo- alimentazione non è equilibrato. Quando il training prevale sugli altri due fattori, allora si crea uno scompenso per il nostro organismo che può manifestarsi con: battito cardiaco accelerato a riposo, apatia, insonnia, irritabilità, calo drastico di peso, abbassamento delle difese immunitarie, variazioni ormonali, problemi muscolari.

Due raccomandazioni: trovare il giusto equilibrio e fare attenzione.

Come prevenire il sovrallenamento? Con un riposo adeguato tra una seduta e l’altra, seguendo una dieta consona, non abusando di integratori, calibrando l’attività con il proprio stile di vita, variando il tipo di esercizi.
L’altro campanello d’allarme è il sentirsi troppo sicuri. Solo perché ti consideri in splendida forma e padroneggi perfettamente uno sport non significa che tu sia al riparo dagli infortuni.
Anzi, spesso questa autoconsapevolezza può portare a distrarsi o a sottovalutare un rischio o, ancora, a chiedere troppo al nostro corpo; per cui fai bene attenzione, considera i tuoi limiti e non alzare troppo l’asticella.
In ogni caso, per una maggiore tranquillità, è bene proteggersi con una polizza specifica. Con un investimento minimo si è assicurati per infortuni, ricoveri, post ricoveri, sia per se stessi che per i propri famigliari.
Perché lo sport deve migliorare la vita, non metterla in pericolo.

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