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Quando la cultura comincia dal sostegno.

Quando la cultura comincia dal sostegno.

Viviamo in un Paese dove tutto è arte, bellezza. Almeno metà del mondo ci invidia tale patrimonio costruito nei secoli, che affascina con la sua storia e la sua magnificenza.
C’è un rovescio della medaglia. Questa ricchezza costa: sono tanti i fondi richiesti per mantenere musei, monumenti, centri storici, palazzi, siti archeologici. E in tempi di crisi i primi tagli riguardano proprio la cultura.

Come fare allora per garantire ai fasti del passato un futuro altrettanto grandioso?

Crowdfunding. La nuova frontiera del sostegno.

Nell’era digitale tutto può essere a portata di tutti, anche il sostegno culturale. E se gli enti non sono più in grado di sopportare il peso dei finanziamenti e i mecenati generosi scarseggiano, ecco che i social o le piattaforme di condivisione create ad hoc chiamano a raccolta i cittadini.
Il meccanismo è semplice: si propone un progetto e si chiede l’aiuto della rete, attraverso un contributo che può essere anche piccolo.

Secondo le statistiche di Kickstarter, uno dei colossi del crowdfunding, finora gli utenti hanno investito in più di 100.000 idee solo negli Stati Uniti.
E in Italia? Anzitutto sono attive più di cinquanta piattaforme, suddivise in base alla tipologia di finanziamento: reward based, donation based, lending based, equity based e ibride.

Vediamo come funzionano.

Reward based.

Le piattaforme reward based offrono un piccolo regalo, una ricompensa o una menzione a fronte di un finanziamento. Pensiamo, ad esempio, ad un regista che desidera ottenere dei fondi per girare un film: potrebbe proporre ai suoi benefattori l’inserimento dei loro nomi nei titoli di coda.

Donation based.

È un modello di crowdfunding in cui si contribuisce senza aspettarsi alcun beneficio in cambio. Di solito questo tipo di piattaforma si addice alle organizzazioni no profit o a quelle impegnate nel sociale.

Equity based.

È un tipo di modello di recente introduzione che trova applicazione soprattutto nelle startup. Ai finanziatori, in pratica, si propongono quote di società.

Lending based.

In questo caso persone fisiche o giuridiche decidono di prestare dei fondi per finanziare un progetto.

Ibride.

I modelli ibridi si basano su diversi tipi di finanziamento. Possono combinare le modalità reward e donation, reward e lending, reward ed equity e così via.

Altre forme di sostegno.

Sarà capitato a molti durante la dichiarazione dei redditi di sentirsi chiedere: a chi vuoi destinare il tuo 5X1000? Dall’anno finanziario 2012, una disposizione normativa consente ai contribuenti di destinare questa quota al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici italiani.

E non solo. Ogni cittadino può offrirsi volontario presso alcune delle più famose Associazioni culturali per dare il proprio contributo non monetario ma fisico.
Come? Aiutando in prima persona e prestandosi, ad esempio, a coprire turni nelle aperture straordinarie di musei, siti archeologici e biblioteche, a migliorare lo stato di sicurezza, a fornire accoglienza ai turisti, a supportare la catalogazione dei materiali o a sistemare gli archivi, a fare promozione.

Sono davvero tanti i modi per sostenere la nostra cultura.
Impariamo a farlo, perché questa eredità ci appartiene e ci è stata tramandata di generazione in generazione: dai nostri genitori ai nostri nonni, fino ai nostri capostipiti.

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