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Piccola guida all’Erasmus

Piccola guida all’Erasmus

È da un po’ che in casa se ne parla e finalmente tuo/a figlio/a ha deciso: partirà per l’Erasmus. Anche se il termine di presentazione delle domande è fissato per metà febbraio, è bene muoversi in tempo per non rimanere intrappolati nella burocrazia e per prendere le giuste decisioni.

Prima di tutto scegliere la migliore destinazione

Diversi fattori sono in gioco nella scelta del luogo più adatto dove vivere quest’esperienza formativa.
Anzitutto il prestigio dell’Università ospitante e l’attinenza con il proprio percorso scolastico. A chi frequenta Medicina sono consigliati Germania, Turchia e Portogallo; per chi ha scelto Architettura ed Economia sono indicati i Paesi Bassi, Francia e Regno Unito; chi studia le materie umanistiche può orientarsi verso la Spagna.
Poi c’è da tener presente la differenza linguistica che può causare difficoltà di apprendimento e di comprensione.
Anche la disponibilità di posti non è da sottovalutare. Alcuni atenei non offrono molte borse di studio e la competizione è alta.
Si aggiunga che l’Erasmus viene spesso considerato come un momento educativo a tutto tondo: i ragazzi devono provvedere ai propri bisogni, cercando di emanciparsi il più possibile dalla famiglia. Per questo optare per una località poco dispendiosa può far pendere l’ago della bilancia. Secondo una ricerca Uniplaces, il colosso degli affitti per Erasmus, le città più economiche sono: Lisbona, Valencia, Rotterdam e Barcellona.
Ultimo componente, direttamente collegato al punto appena esposto, è il divertimento. È vero che lo studio viene al primo posto, ma è anche vero che questo periodo dovrebbe essere ricordato come ricco di opportunità e di occasioni per socializzare.

Poi informarsi sulla documentazione

Ogni ateneo possiede ormai un sito internet in cui è possibile prendere visione di tutta la documentazione richiesta e rispondere direttamente al bando. In caso contrario basta recarsi nell’ufficio Relazioni Internazionali.
Per fare domanda è bene avere un tutor di riferimento, ovvero un professore che accompagna lo studente nella scelta delle materie del learning agreement e dell’application form. È necessario presentare inoltre una certificazione di conoscenza linguistica e un documento d’identità valido.
A questo punto bisogna aspettare che escano le graduatorie del bando. Se ci si è aggiudicati la borsa di studio ci sono alcuni step da seguire prima di partire:
• firmare il contratto e ritirarne una copia presso il Servizio Relazioni Internazionali
• fornire le proprie coordinate bancarie
• maturare i crediti necessari per la partenza
• controllare di essere in regola con il pagamento delle tasse di iscrizione all’Università
• procurarsi un’assicurazione sanitaria valevole anche all’estero
• trovare un alloggio

La sistemazione all’estero

Cercare un appartamento o una camera all’estero può creare qualche ansia. Nessun problema! Le soluzioni sono a portata di mano: si può programmare un piccolo viaggetto nella città di destinazione per valutare con calma le proposte di sistemazione e, nel frattempo, fare una visita all’ateneo. Oppure guardare sui siti di affitto camere o appartamenti. Ce ne sono tantissimi: dai più generici ai più specifici, incentrati proprio sull’Erasmus. O ci si può affidare al passaparola. Sicuramente molti colleghi di tuo/a figlio/a avranno già vissuto quest’esperienza e potranno consigliarlo/a nel modo migliore.

Partenza...

Appena arrivati è necessario portare tutti i documenti all’Università ospitante e allinearsi con il programma di studio, con le lezioni e con un nuovo sistema di apprendimento. I primi giorni saranno intensi e anche un po’ confusionari, poi tutto rientrerà nella normalità.

e rientro...

Al ritorno è fondamentale presentarsi entro pochi giorni nel proprio ateneo per riconsegnare i certificati e farsi approvare gli esami sostenuti, altrimenti si rischia di veder vanificato il percorso di studio.

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