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Il mistero svelato

Il mistero svelato

Gli astrofisici la definiscono “la foto del secolo”, è la prima immagine di un buco nero, catturata a 55 milioni di anni luce di distanza da noi.


Un po’ di luce sul buco nero

Cos’è realmente un buco nero? È un corpo celeste con una forza di gravità talmente forte che niente è in grado di fuoriuscirne, nemmeno la luce.
Il termine fu ideato dall’astrofisico americano John Wheeler, ma il primo a ipotizzarne l’esistenza fu Einstein con la teoria della relatività generale. Secondo Einstein, infatti, la gravitazione è di fatto capace di alterare lo spazio-tempo: una materia, quindi, può piegare lo spazio (e il tempo) e quando lo spazio è modificato dalla presenza di una stella, i raggi di luce seguono tale cambiamento e descrivono una curva.
Finora, tuttavia, tutti questi studi erano considerati alla strenua di congetture perché non si aveva una prova tangibile dell’esistenza di un buco nero.
Oggi finalmente la visione geniale di Einstein trova nella realtà la conferma più importante.


Un viaggio in M87

I radiotelescopi utilizzati hanno immortalato la galassia M87, vicino all’ammasso della Vergine. Ciò che colpisce della fotografia è che si tratta di uno scatto che ci mostra non la presenza di qualcosa, ma l’assenza di tutto.
Dalla regione centrale non proviene nulla, il buco nero è così forte da poter risucchiare pianeti, satelliti, stelle e sì, la luce stessa.


Un buco nero con numeri da capogiro

Anzitutto la lontananza: 55 milioni di anni luce. Poi le dimensioni: pari a 7 miliardi di masse solari.
Numeri che nemmeno riusciamo a immaginare tale è la vastità della loro grandezza.
E infatti, per raggiungere queste distanze, gli astrofisici hanno dovuto utilizzare ben 8 telescopi - dalle Hawaii al Messico, dall’Arizona al Polo Sud, fino al punto di osservazione più affascinante, sulle Ande a 5.100 metri di altitudine nel deserto di Atacama - con la tecnologia Vlbi (Very-Long-Base Interferometry), ovvero l’interferometria su larga scala, fondamentale per identificare tali oggetti.
Un progetto corale, durato due anni, che ha impiegato un team allargato di 200 scienziati.


La conferenza stampa

Il 10 aprile 2019 durante la conferenza stampa della European Commission (in simultanea con altre 6 in tutto il mondo) che ha annunciato la scoperta, Carlos Moedas ingegnere, economista e politico portoghese, Commissario europeo per la ricerca, la scienza e l'innovazione, si è così espresso: “Siamo riusciti a scattare una fotografia di qualcosa che un uomo ha sognato e immaginato 100 anni fa, nel 1915, Albert Einstein […] la storia della scienza d’ora in poi sarà divisa in due: il tempo prima dell’immagine e l’era dopo questa immagine.”



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