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31 maggio. Smettere di fumare, iniziare a sorridere.

31 maggio. Smettere di fumare, iniziare a sorridere.

Il 31 maggio ricorre l’annuale giornata mondiale senza tabacco, il cui intento è di invitare le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di sigarette, nella speranza che questa rinuncia possa diventare definitiva.


Ma come ha fatto questa abitudine a diffondersi a macchia d’olio nei 5 continenti popolati?


Basta fare un salto alla fine dell'Ottocento per comprenderne le ragioni. Nelle prime campagne pubblicitarie le sigarette furono promosse addirittura come un toccasana! “Per mantenere una splendida silhouette nessuna donna può negarsi una [...]” recitava il manifesto di una nota marca di tabacco, “La maggior parte dei dottori fuma [...], rispetto alle altre sigarette” sosteneva un altro annuncio, “Nell’offerta di una sigaretta un invito all’amicizia”. E, ancora, la sigaretta veniva indicata come un rimedio contro lo stress, contro le cure mediche, che avrebbe reso la voce più profonda, l’odore personale più irresistibile, la digestione più veloce. Il battage divenne sempre più subdolo, fino a legare “la bionda” a valori quali: libertà, indipendenza, coraggio, virilità/femminilità.

Quando finalmente si comprese e, soprattutto, si iniziò a far leva sulla portata negativa del fumo, era già troppo tardi.


Fumata grigia


Nel 2016 l’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga ha presentato il rapporto nazionale, contenente i dati aggiornati sulle tendenze in atto.

Preso un campione di italiani dai 15 anni in su, il numero di fumatori si assesta sugli 11,5 milioni, ovvero il 22% della popolazione, di cui il 27,3% uomini e il 17,2% donne.

Il dato allarmante è che stanno crescendo i teen smokers, soprattutto di sesso maschile (fascia 15-24 anni). E se, rispetto al 2013, il consumo di sigarette è calato dell’1% è tuttavia salito quello di trinciati e di sigari.

Per fortuna arrivano anche notizie positive. L’Australia, dopo aver sperimentato il pacchetto neutro con un colore funereo, scritte e immagini shock, ha visto aumentare del 78% le chiamate al numero verde anti-fumo. Secondo uno studio pubblicato dal Medical Journal of Australia, il pacchetto neutro avrebbe: ridotto il fascino del fumo, contribuito a una minore soddisfazione nel gesto, comunicato una scarsa qualità del prodotto. Tanto che nel 2016 è entrato in vigore anche in Francia, Regno Unito e Irlanda.

In Italia dai primi mesi del 2016 sono apparsi slogan e foto impattanti, ma a differenza del pacchetto neutro che livella tutte le confezioni a un colore unico (Pantone 448C, ritenuto il colore più brutto esistente in palette) i brand mantengono ancora parte della propria identità visiva.

 

Come dire stop?


Se la forza di volontà non è sufficiente per dire basta alle sigarette ci si può rivolgere agli oltre 400 centri anti-fumo sparsi nel territorio italiano, sia recandosi in loco che chiamando il numero verde. Attraverso counseling individuali, terapie di gruppo o prescrizione di prodotti sostituivi è possibile farsi aiutare a liberarsi dalla dipendenza dal pacchetto.

Un altro metodo efficace è rappresentato dai trattamenti alternativi quali gomme da masticare, cerotti ecc., che forniscono apporti di nicotina nei primi periodi, evitando così una crisi di astinenza.

Altro sistema molto in voga, ma su cui medici, scienziati ed esperti si dividono in quanto a rischi e benefici è la sigaretta elettronica o sigaretta “riscaldante”, un dispositivo che riscalda il tabacco di una mini sigaretta, per regalare il piacere del fumo senza la combustione.

Infine, c’è chi è riuscito a liberarsi dal vizio leggendo un libro e seguendo i consigli di chi ce l’ha fatta prima di lui.


Perché smettere?  

Smettere di fumare migliora subito la vita. Secondo l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro): interrompere l'abitudine al fumo porta con sé una serie di conseguenze, per lo più positive, che si possono avvertire fin dai primi giorni, rinforzando la volontà di perseverare, anche perché con qualche accortezza si può rimediare ai possibili effetti indesiderati.

Ecco i benefici immediati e a distanza di tempo.

Dopo 20 minuti: la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca tornano nella norma.

Dopo 24 ore: i polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo.

Dopo 2 giorni: l'organismo si è liberato dalla nicotina e ricomincia a recuperare gusto e olfatto.

Dopo 3 giorni: si comincia a respirare meglio e si recupera energia.

Dopo 2 - 12 settimane: la circolazione del sangue migliora.

Dopo 3 - 9 mesi: il miglioramento nella respirazione si fa più marcato; tosse e sibili si riducono.

Dopo 1 anno: il rischio cardiovascolare si è dimezzato rispetto a quello di chi continua a fumare.

Dopo 10 anni: il rischio di tumore del polmone in molti casi è tornato pari a quello di chi non ha mai fumato o comunque è dimezzato (dipende da molti fattori, tra cui il numero di sigarette fumate e gli anni in cui si è fumato).

E queste sono le conseguenze spiacevoli.

Sintomi da astinenza: smettere non è facile soprattutto perché nei primi giorni la mancanza della nicotina si fa sentire: oltre al forte desiderio di fumare è normale sentirsi inquieti, irritabili, depressi o stanchi; molti fanno fatica a dormire e a concentrarsi.

In questa fase, oltre ad aiutarsi con i prodotti sostitutivi della nicotina o con i farmaci prescritti dal medico, è bene concentrarsi sui vantaggi che si vogliono ottenere e sulle motivazioni che hanno portato alla decisione di abbandonare il fumo.

È bene prepararsi a questi momenti dedicandosi ad attività gradevoli che possano aiutare a distrarsi, meglio se in compagnia e all'aria aperta. Anche una passeggiata con un amico "alleato" in questa impresa può aiutare a superare i momenti critici.

L'aumento di peso: l'alibi del possibile aumento di peso è una scusa comune per evitare di smettere di fumare. Va precisato, a questo proposito, che i vantaggi sulla salute in seguito all'abbandono della sigaretta sono molto superiori rispetto ai rischi legati a un piccolo aumento di peso. Inoltre, non è detto che l'accumulo di qualche chilo in più si verifichi e di solito è transitorio.

Per evitare di spostare sul cibo il desiderio di gratificazione prima saziato dalle sigarette, si può ricorrere a cibi ipocalorici, per esempio frutta e verdura, e accompagnare la scelta di smettere di fumare a un'attività fisica di qualunque tipo, purché piacevole, amplificando i vantaggi dell'addio alle sigarette.

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