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Do you speak emoji?

Do you speak emoji?

Il 17 luglio si celebra il World Emoji Day, giornata dedicata a quelle simpatiche faccine e icone che hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare.

Un vero e proprio linguaggio che non conosce frontiere e che ha ormai contagiato tutti.


:-) Emoticon o emoji?

Ebbene sì, c’è una differenza. Mentre l’emoticon è rappresentata con segni di interpunzione, tipo “ :-) ;-) :-D :-O” e riguarda principalmente uno stato d’animo, l’emoji ha più sfaccettature perché rappresenta immagini che riescono a dar vita a sfumature di emozioni, atteggiamenti, comportamenti.

Inoltre, grazie alle emoji, è possibile costruire frasi articolate e di senso compiuto.


Perché sono diventate il linguaggio di oggi?

Sono immediate. In un mondo così frenetico, le emoji aiutano a mandare un messaggio in modo semplice, efficace e veloce, rendendo la comunicazione più immediata.

Sono internazionali. Da Bombay, a Rio de Janeiro, fino a New York, le emoji sono comprensibili in tutto il mondo. Vanno oltre le lingue nazionali, sono riconosciute da tutti, diventando così un linguaggio universale.

Spesso sono preferite alle parole. Le emoji permettono di semplificare le nostre risposte perché possono riassumere una frase articolata in modo veloce. Sono di immediata comprensione e anche di grande significato, le emoji diventano infatti utili per ampliare al meglio un’emozione o uno stato d’animo. Come riportato da uno studio delle psicologhe Linda K. Kaye, Stephanie A. Malone e Helen J. Wall pubblicato su Trends in Cognitive Sciences, le emoji riflettono la complessità dei nostri gesti, vengono utilizzate per rafforzare le espressioni emotive e aiutano la comunicazione “non verbale”  degli sms e delle email.

Sono divertenti. Sono colorate, sono buffe, stimolanti. Consentono di essere creativi nell’esposizione, di relazionarsi in maniera diretta con gli altri.

Parlano di te. La comunicazione attraverso le emoji è strettamente collegata alla personalità. A seconda della propria indole e del proprio modo di relazionarsi, infatti, vengono utilizzate sempre le stesse emoji.

Sempre secondo la ricerca apparsa su Trends in Cognitive Sciences, alcuni tratti caratteriali possono essere individuati in base all’uso delle emoji. In campo psicologico la comunicazione attraverso le emoji rivela importanti aspetti della personalità di un individuo e di come si rapporta con il prossimo. 

Sono visive. Un’immagine è spesso più immediata delle parole. Nel caso delle emoji è ancora più vero, soprattutto perché si prestano a diverse interpretazioni. Non a caso esiste il dizionario delle emoji, emojipedia, che associa ad ogni icona i relativi significati.


E a proposito di significati.

Diciamo la verità, ogni tanto utilizziamo smiley e simboli di cui non comprendiamo appieno il senso o li scegliamo immaginando vogliano comunicare qualcosa, mentre in realtà significano altro. Vediamo qui quelli più fraintendibili:


Non è nata come una preghiera, ma esprime il grazie della cultura giapponese.


Non vuol dire che sei raffreddato/a, né che stai piangendo. Significa che sei assonnato/a.


Niente disperazione, né infelicità, ma solo stanchezza.


Non significa essere matti di gioia, ma ridere talmente forte da rotolarsi sul pavimento.


No, non vuol dire che hai appena preso appuntamento dal massaggiatore. Si usa per celebrare un successo o un evento gioioso.


Non è un sorriso sardonico, bensì una risata nata da una situazione sfavorevole o da un errore commesso.


5 curiosità sulle emoji


1. La parola emoji deriva dal giapponese 絵⽂字, composto di “e” (immagine) e “moji” (lettera, carattere). La prima icona è stata creata tra il 1998 e il 1999 da un membro della NTT DoCoMo.


2. In Italia è questa l’emoji più usata: .

In Germania e in Australia preferiscono: ; in India e in Messico scelgono: ; in USA, Canada e U.K. utilizzano: ; in Brasile, Colombia e Argentina va per la maggiore: ; in Spagna: ; in Francia: .


3. Esiste un consorzio chiamato Unicode che vaglia tutte le proposte di icone e che approva le nuove release di emoji.


4. Il Wall Street Journal ha dedicato una pagina web alla traduzione dei suoi titoli in emoji. Ci si può anche divertire a interpretare film, canzoni etc.


5. Quest’estate verranno introdotte nuove icone tra cui: ufo, vampiri, dinosauri, sirene, personaggi delle fate e molto altro. Non ci resta che aspettare i prossimi aggiornamenti e, nell’attesa, allenare le dita per nuove emozionanti conversazioni.


Ps: 

*arrivederci al prossimo mese con un nuovo articolo!



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