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La rivoluzione nell'ascolto della musica

La rivoluzione nell'ascolto della musica

Febbraio 1878: il modo di ascoltare musica sarebbe mutato per sempre, grazie a un’invenzione per l’ufficio.

L’evoluzione delle apparecchiature per l’ascolto ha attraversato molte tappe prima di arrivare agli odierni device tecnologici, passando da dispositivi che sono stati di culto per diverse generazioni.


In origine fu il fonografo

Il 19 febbraio 1878 Thomas Edison brevettò il fonografo che, grazie a un cilindro e a un movimento verticale dello stilo, permetteva di registrare i suoni.
La nota curiosa è che Edison non aveva alcuna intenzione di usare il proprio congegno per riprodurre canzoni o musica. Per lui questo innovativo apparecchio doveva servire negli uffici per dettare lettere, nel campo dell’editoria per riprodurre libri dedicati ai non vedenti o ancora per insegnare la dizione. Nonostante la sua brillante invenzione, il fonografo presentava molti difetti, emetteva suoni confusi e la qualità era pessima.


Arriva il grammofono

Pochi anni dopo, nel 1890, Emile Berliner perfezionò il dispositivo eliminando il cilindro e sostituendolo con un disco a movimento orizzontale. Debuttarono, così, le registrazioni su disco. I dischi iniziali avevano un diametro di 12,7 cm e consentivano la riproduzione su un solo lato, ma già nel 1908 si cominciò a registrare su tutti e due i lati fino ad arrivare al 1910, data della prima incisione: la Carmen di Bizet su 78 giri.


Dal giradischi elettrico alla radio 

Vista la continua espansione dei dischi, nel 1918 comparve il primo giradischi elettrico, che iniziò a popolare le case dei cittadini più facoltosi. Contemporaneamente la radio si affermò come mezzo di comunicazione di massa e, a partire dal 1922 alcune stazioni introdussero la diffusione della musica.
Tuttavia, non immaginiamoci gli apparecchi moderni. Le prime radio e i primi giradischi avevano la dimensione di un mobile e spesso intere stanze erano dedicate alla “pratica dell’ascolto”.


Il vinile, la moda dei juke box e il mangiadischi 

Nel 1948 videro la luce i primi dischi a vinile. Composti da centri concentrici, veri e propri solchi, permettevano di trasmettere delle vibrazioni alla testina che, trasformate in tensioni elettriche e catturate dall'amplificatore, tornavano a essere suoni. Il vinile ebbe un successo talmente clamoroso da portare alla nascita del juke box, protagonista indiscusso degli anni ‘50/’60 e di serie TV cult come Happy Days, e all'invenzione del mangiadischi, un giradischi portatile alimentato a batteria.


La musicassetta, mito degli anni '80

Probabilmente in molte cantine o soffitte italiane, abita ancora uno scatolone in cui sono contenute le cassette. Il pregio di questi supporti fu dare la possibilità alle persone di registrare autonomamente le proprie canzoni preferite, copiando altre cassette o premendo record mentre passava l’ultima hit alla radio.
Le musicassette furono messe in commercio dalla Philips negli anni '70 e si trasformarono presto in un must-have. Nacquero anche i walkman che consentivano l’ascolto ovunque: in autobus, per le strade, durante i viaggi. I costi per ascoltare la musica divennero accessibili a tutti.


Dal compact disc all'mp3

La rivoluzione in atto accelerò il passo. A fine anni ’80 arrivarono i primi CD, passando perciò alla registrazione ottica digitale. Il suono risultava ottimo e si poteva fare qualcosa che con le cassette era impossibile: saltare all’inizio preciso della traccia successiva.
A cavallo tra gli anni ’90 e il nuovo secolo spopolarono gli MP3. Un complesso metodo di compressione consentiva di raccogliere i megabyte in uno spazio dieci volte inferiore rispetto a un normale CD.
Anche in questo caso approdarono sul mercato lettori cd, lettori mp3 portatili, fino a raggiungere l’apice della tecnologia, segnato dalla Apple il 23 ottobre 2001 con il lancio dell’Ipod.


La musica oggi

Nell’epoca dello sharing, la musica non può che essere condivisa.
Gli smartphone, i computer, i tablet, il televisore sono diventati i nuovi strumenti di ascolto, grazie anche alle piattaforme di streaming che permettono di ascoltare brani online. Basta collegarsi sul web per attingere a una fonte infinita di canzoni, creare le proprie playlist o riprodurre quelle di altri. I tempi delle code nei negozi per comprare l’ultimo disco dell’artista preferito sono ormai svaniti, come gli inviti a casa per mostrare la propria raccolta di cd.
Oggi la musica di massa non vive più di supporti, ma di device. La tecnologia ha reso superfluo un passaggio della filiera - quello del vinile, della cassetta, del compact disc - che per molte generazioni ha rappresentato un simbolo di identità e di cultura. Sarà, forse, proprio il significato simbolico di questi supporti che sta portando molti artisti a pubblicare ancora dischi in vinile, rispondendo alla domanda degli appassionati, che mantiene ancora vive le modalità del passato.



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