Blog

12 aprile, una ricorrenza spaziale

12 aprile, una ricorrenza spaziale

L’uomo nello spazio. Se oggi lo consideriamo un evento importante, ma non straordinario, è grazie a colui che ha scritto il primo capitolo di questa affascinante storia: Jurij Gagarin.
Del primo volo in orbita si parla da più di 50 anni, nonostante il protagonista dell’impresa non ci sia più da molto tempo.
Ma chi era Jurij Gagarin?


Da un villaggio sperduto allo spazio. 

Jurij Gagarin nacque il 9 marzo 1934 in un piccolo villaggio a circa 200 km da Mosca, da padre falegname e madre contadina. La sua vita non fu affatto facile e nel 1941, a causa della guerra, fu costretto a interrompere i suoi brillanti studi e a fuggire dal suo paese natale.
Eppure quando un destino è "scritto nelle stelle" non può essere fermato da nulla e da nessuno.
Così, terminata la guerra, Gagarin riprese la scuola e a 20 anni si iscrisse a un aeroclub, dando seguito alla passione per il volo e per gli aerei che aveva maturato negli anni, fino a unirsi all'aviazione sovietica.
Nel 1959 si offrì volontario per un progetto spaziale e venne in seguito selezionato per la prima missione in orbita.
Il 12 aprile 1961 alle ore 9.07 - al grido di: andiamo! - la navicella Vostok 1 si alzò in volo, diretta nell'atmosfera.
Gagarin compì un’intera orbita ellittica intorno alla Terra e, negli 88 minuti di durata del volo, ebbe l'occasione di ammirare il nostro pianeta in tutta la sua bellezza. Sono entrate nella storia le sue esclamazioni: "Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini," e "la Terra è blu [...] Che meraviglia. È incredibile!"
Tornato a Mosca fu accolto come eroe nazionale e acclamato ovunque.


Le verità emerse dopo. 

Il primo viaggio nello spazio fu raccontato come un grande successo sotto ogni punto di vista. Negli anni a seguire, tuttavia, emersero degli interessanti retroscena. Te ne sveliamo 7: 

1. Gagarin scrisse una lettera di addio alla moglie prima di partire. In caso gli fosse capitato un incidente, voleva salutare la compagna e i suoi due figli
2. Gagarin aveva due sostituti che lo accompagnarono fino alla navicella spaziale: German Titov e Gregory Nelyubov. Tutti e tre registrarono, quindi, il messaggio "dal primo cosmonauta al popolo sovietico". Anche la notizia da dare alla stampa fu costruita a tavolino, con 3 possibili finali dell’impresa: "volo avvenuto con successo, cosmonauta disperso, incidente catastrofico"
3. Il primo volo fu effettuato in modalità automatica, guidato da un computer presso la base. Questo perché nessuno aveva la certezza che nello spazio gli astronauti mantenessero buone condizioni fisiche e mentali
4. Prima del lancio di Vostok 1 si verificò una situazione di emergenza. Il portellone aveva restituito un segnale di errore sull’ermeticità. Un team di tecnici riuscì a risolvere il problema in tempi record
5. Il passaggio della navicella attraverso l’atmosfera è sempre contrassegnato da un forte attrito, che si manifesta con le fiamme. Al tempo del primo volo questo non si sapeva. Quando Gagarin vide il fuoco, pensò che l’astronave fosse incendiata e gridò: "Sto bruciando, addio compagni!"
6. Le famose immagini della conversazione tra Gagarin e Sergey Korolev al posto di comando sono state registrate in un secondo momento
7. La navicella non aveva un sistema di atterraggio. Gagarin si catapultò fuori a 1500 metri di altezza dal suolo. 


La parabola discendente. 

Dopo questo viaggio storico, la parabola della vita di Gagarin prese una piega discendente. Collaborò ad altre missioni spaziali, ma non gli fu mai più permesso di andare nello spazio (suo grande desiderio) per questioni di sicurezza.
L’URSS gli concesse di pilotare solo gli aerei, ma a condizione che fosse sempre accompagnato da un co-pilota.
Per un amaro scherzo della sorte, è proprio a bordo di un Mig che Gagarin trovò la morte, a soli sette anni di distanza dal volo ben più importante che aveva compiuto. 

Come per altre tragedie inspiegabili, anche in questo caso si sprecano le congetture e le ipotesi su quanto sia successo: c’è chi sostiene che il Mig sia entrato nella scia di un altro caccia in volo; chi grida al complotto avvalorando la tesi secondo cui sia stato un omicidio ordinato dal Cremlino; chi accusa il controllo del traffico aereo; chi dà la colpa alle avverse condizioni meteo; chi parla di avaria, e ultimamente chi porta avanti la teoria che si sia trattato di un attacco di panico.
Qualunque sia vera la causa, ancora oggi è avvolta dal mistero.


Com'è la vita in orbita?

Dopo Gagarin tanti altri cosmonauti hanno varcato le soglie dell'atmosfera terrestre. Ci si chiede spesso quali siano le sensazioni fisiche e mentali provate nello spazio. Un famoso sito di social news ha raccolto le curiosità più interessanti sulla life in space, ponendo agli astronauti domande fuori dagli schemi. Dalle loro risposte è emerso che: 

• la fase del lancio è orribile, le vibrazioni sono talmente forti da far pensare al peggio, come anche il rientro accompagnato dalla scia di fuoco 

• lo spazio sa di metallo e polvere da sparo

• nello spazio il sudore si attacca alla pelle e agli occhi 

• starnuto in arrivo? Si fa nella tuta spaziale 

• l'assenza di gravità fa diventare più alti 

• la luna è una magnifica desolazione 

• guardare la Terra dall'alto fa capire quanto sia speciale e quanto debba essere protetta

Condividi questo articolo

Condividi questo
articolo e ottieni
25 punti sicurezza