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Una passeggiata attraverso la storia.

Una passeggiata attraverso la storia.

Chi ha in mente un viaggio a New York non può esimersi dal programmare una passeggiata sul ponte più iconico della città, simbolo del panorama della Grande Mela, teatro di numerosi film e immagine di una famosa marca di chewing gum: il ponte di Brooklyn. Completato il 24 maggio 1883, collega l’isola di Manhattan al quartiere, appunto, di Brooklyn e nasconde molte curiosità e notizie.
Scopriamole insieme.


Grandi numeri

La costruzione costò 15.5 milioni di dollari, impiegò la manodopera di 600 operai che utilizzarono più di 6.000 tonnellate di materiale per realizzare il primo ponte sospeso con cavi in acciaio. Fino al 1903 detenne anche il record per lunghezza (486 metri) per poi cedere il primo posto al vicino ponte di Williamsburg, che lo batté per un solo metro.
Il ponte di Brooklyn è sostenuto da 4 cavi, rispettivamente lunghi 1090 metri, spessi 40 cm e realizzati con più di 21.000 fili.


Una storia familiare, non tutta a lieto fine.

L'ingegnere che progettò il ponte, John A. Roebling, non vide mai l’inizio dei lavori. Nel 1869, mentre stava valutando la posizione in cui si sarebbe costruito il ponte, fu vittima di un incidente: il piede gli fu schiacciato da un traghetto in arrivo.
Roebling rifiutò le cure mediche conseguenti all'amputazione delle dita e morì di tetano 24 giorni dopo la tragedia.
Prese il suo posto il figlio, Washington Roebling, che inaugurò la posa delle fondamenta nel marzo 1870. Tuttavia anch'egli fu vittima di un incidente legato alla costruzione del ponte, che lo rese paralizzato a causa di un’embolia gassosa. Molti operai, infatti, perirono per la pressione presente nei cassoni pneumatici utilizzati per costruire le fondazioni del ponte, che venivano letteralmente affondati nell'acqua. Washington Roebling riuscì comunque nel completamento dell’opera grazie all'aiuto della moglie, Emily Warren Roebling, che sotto la sua guida portò a termine l’impresa con costanza e dedizione.


Il ponte della paura.

All'epoca della sua inaugurazione un ponte di tali dimensioni suscitava timori riguardo alla solidità della sua struttura. I cittadini erano spaventati e l’ansia si ingigantì durante il Memorial Day del 1883.
Le urla di una donna, a cui si era incastrato un tacco nelle assi, scatenarono il panico. La folla, terrorizzata dal pensiero che il ponte potesse crollare, si accalcò sulle scale causando la morte di 12 persone.
Come dissolvere, quindi, un tale allarme? Assoldando uno degli animali più pesanti al mondo, l’elefante!
Nel 1884 21 pachidermi vennero fatti passeggiare sul ponte di Brooklyn, nel tripudio generale. E le preoccupazioni sulla stabilità della costruzione svanirono.


Spazi nascosti.

Per ammortizzare gli ingenti costi relativi alla costruzione, furono progettati degli spazi commerciali nascosti nel ponte. Nel disegno iniziale, dalla parte delle fondamenta di Brooklyn, era stata prevista una galleria di negozi, la Brooklyn Bridge Anchorage, ma l'idea non ebbe seguito. Questa area, composta da 8 spazi alti 50 piedi, fu utilizzata fino al 1982 come magazzino. Nel 1983 fu adibita una mostra per il centenario del ponte e fino al 2001 questa zona rimase aperta al pubblico per installazioni artistiche. Ma dopo l’attentato alle Twin Towers fu chiusa definitivamente.


Quale nome?

Prima di diventare ufficialmente il Brooklyn Bridge, il ponte conobbe due diversi appellativi. Inizialmente fu nominato New York and Brooklyn Bridge, per non far torto a nessuno; poi East River Bridge.
Oggi il ponte, oltre a ospitare milioni di turisti curiosi e automobilisti, è anche il domicilio preferito di una specie di uccelli che ha saputo adattarsi alla vita della metropoli: il falco pellegrino.

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