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Il marchio DOC. Qualità da assaporare.

Il marchio DOC. Qualità da assaporare.

“Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo” scriveva Pindaro tra il 450 e il 500 a.C. Il calice di Bacco, infatti, è sempre stato considerato come un toccasana, capace di curare il corpo ma anche l’anima.
Un’arte, quella del vino, che da millenni seduce l’uomo e che ha portato all’istituzione del marchio DOC, con decreto legislativo del 12 luglio 1963, per designare un prodotto di qualità e rinomato.


Le origini e il significato

Il marchio DOC fu ideato negli anni Cinquanta dall’avvocato romano Rolando Ricci, funzionario dell’allora ministero dell’Agricoltura, ed è l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata.
Il disciplinare per far rientrare un vino in questa certificazione è molto rigido. La zona geografica di produzione deve rispettare una serie di requisiti che comprendono i vitigni e la tipologia di terreno di coltivazione. Nel processo di realizzazione vengono valutati la resa dell’uva in vino, le tecnologie di produzione e di invecchiamento, le caratteristiche del prodotto imbottigliato (acidità, gradazione alcolica minima, qualità organolettiche etc.), ed eventuali qualificazioni al momento della commercializzazione.
Il marchio DOC può essere accompagnato, in etichetta, da ulteriori specifiche, come: classico, per vini prodotti in zone di antiche tradizioni, riserva, per un invecchiamento più lungo o superiore per prodotti con caratteristiche migliori.


DOCG, IGP, IGT, un po’ di chiarezza

Il marchio DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita, può essere attribuito solo a quei vini di pregio che, da almeno 10 anni, sono classificati come DOC. Una qualità maggiore che sancisce restrizioni ancora più vincolanti per le etichette, tra cui un rigido controllo chimico-organolettico e un’analisi sensoriale ad opera di esperti.
IGP, Indicazione di Origine Protetta, si riferisce a vini tipici di una determinata area geografica e che lì sono prodotti e/o trasformati. Questo significa che un prodotto, seppur lavorato in una determinata zona, può provenire da altri territori, anche dall’estero.
IGT, Indicazione Geografica Tipica, fino al 2010 era la terza sigla enologica utilizzata, oggi compresa nel marchio IGP.


Un goccio di curiosità

Ci sono tante curiosità legate al nettare degli dei che forse ancora non conosci. Qui te ne riveliamo sette:

1. Agli antichi piaceva speziato. Se avessimo potuto partecipare a una degustazione di 4000 anni fa probabilmente saremmo rimasti spiazzati, al tempo infatti al vino venivano aggiunti aromi e spezie, sia per le esigenze del palato dell’epoca, sia perché alcuni ingredienti avevano una funzione antibatterica
2. Le bottiglie contengono 75 cl perché i galloni imperiali erano l’unità di misura utilizzata dagli inglesi. Un gallone corrispondeva a 4,5 litri, ogni cassa conteneva 2 galloni, che diviso per 12 bottiglie dava come risultato 75 cl
3. Il Paese in cui si beve più vino è il Vaticano. Una statistica pubblicata dalla rivista Forbes nel 2016 dice, infatti, che il Vaticano registra un consumo di ben 54,26 litri di vino per persona all’anno
4. Per descrivere un vino si usano termini legati al mondo dell’abbigliamento e della moda: stretto, corto, lungo, largo, caldo, morbido, vellutato, avvolgente ecc.
5. Il vigneto più alto d’Europa si trova a Cortina d’Ampezzo a un’altitudine di 1350m s.l.m.
6. Il primo vino DOC d’Italia fu la Vernaccia di San Gimignano, riconosciuto nel 1966
7. Qual è la varietà di vino più coltivata al mondo? Il Cabernet Sauvignon 


I vini più amati 

Il mercato del vino cresce anno dopo anno, confermando quanto questa bevanda sia amata dagli italiani. Ma quali sono le etichette più apprezzate?
Lambrusco, Chianti e Montepulciano d’Abruzzo sono sul podio delle preferenze. A seguire il Vermentino, il Dolcetto, la Barbera. Salgono anche i vini bianchi e quelli bio.
Wine Searcher, il più autorevole motore di ricerca britannico sul vino, ha stilato la classifica dei 20 vini italiani più pregiati (e costosi), i cui prezzi possono arrivare fino a 1000 euro a bottiglia.
Quali sono i primi tre? Il Masseto Toscana IGT, il Brunello di Montalcino Riserva DOCG Case Basse di Gianfranco Soldera Toscana IGP e il Brunello di Montalcino DOCG Biondi Santi Tenuta Greppo Riserva. 


Un effetto di-vino per il benessere

Lo dicevano già i nostri nonni: un bicchiere di vino rosso a pasto aiuta a mantenersi in salute. E oggi lo confermano gli esperti. Pare, infatti, che un calice abbia un’azione benefica su tutto il nostro corpo. Potenzia i processi cognitivi, è efficace nel prevenire infezioni delle gengive e aumenta le endorfine. Non solo: è in grado di ridurre il colesterolo, migliorando l’apparato cardiovascolare.
Insomma un vero e proprio elisir di giovinezza.
Per chi è attento alla linea e si domanda quante calorie abbia un bicchiere, ecco una rassicurazione: dalle 80 alle 120 (in base alla gradazione). Meno calorie rispetto alla maggior parte delle bibite in commercio!
E se ancora rimanesse qualche dubbio, arrivano i ricercatori dell’Università di Alberta (Canada) a darci man forte: il resveratrolo contenuto nel vino rosso ha effetti positivi sulla nostra salute simili a quelli dell’esercizio fisico.
E allora in alto i calici, brindiamo all’estate!

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