Blog

La Scala. Teatro per eccellenza.

La Scala. Teatro per eccellenza.

Il 3 agosto 1778 inaugurava un simbolo della nostra storia e della nostra cultura: il teatro alla Scala di Milano. Oggi, a 240 anni di distanza, questo tempio della lirica, della danza e della musica si conferma luogo capace di unire generazioni, mode e tempi nel segno dell’arte intramontabile.


Un po’ di storia

Fino al 1776, quando i milanesi decidevano di andare a teatro, si recavano nel Regio Ducale, all’incirca dove oggi si trova Palazzo Reale.
Ma lunedì 26 febbraio 1776, dopo i festeggiamenti del fine settimana di Carnevale, un incendiò divampò nella struttura, riducendo gli spazi in cenere. L’imperatrice Maria Teresa d’Austria decise allora di costruire un nuovo teatro nell’area della chiesa di Santa Maria della Scala: da qui il nome.
Il progetto fu affidato a Giuseppe Piermarini, già “autore” del restauro di Palazzo Reale, della costruzione della Villa Reale di Monza e nominato nel 1770 imperial regio architetto.
Alla prima “prima” de La Scala, parteciparono grandi personalità dell’epoca come gli arciduchi Ferdinando d’Austria e Beatrice d’Este, il governatore di Milano Francesco Maria, duca di Modena e il marchese Cesare Beccaria. L’opera rappresentata fu L’Europa riconosciuta di Salieri.
Il successo della prima fu senza precedenti. A colpire, in particolare, il disegno architettonico de La Scala, che Stendhal definì: "il più bel teatro del mondo, quello che dà il massimo godimento musicale. È impossibile immaginare nulla di più grande, più solenne e nuovo".


Il palcoscenico prediletto di grandissimi artisti 

Nomi d’eccezione si avvicendarono sul palcoscenico de La Scala, assumendo la direzione artistica.
A partire dal 1812 Gioachino Rossini mise in scena per la prima volta alcune delle sue opere, come La pietra del paragone, Aureliano in Palmira, Il Turco in Italia, La gazza ladra, Bianca e Faliero.
Anche Vincenzo Bellini lasciò la sua firma, ma il compositore che più si legò alla storia del teatro fu Giuseppe Verdi, che qui rappresentò il Nabucco (1842), opera che suscitò un forte sentimento patriottico in un pubblico che attraversava il periodo rinascimentale.
Ad Arturo Toscanini fu affidata la direzione de La Scala nel 1920, a lui si deve l’apertura alle composizioni di Wagner e l’estensione del repertorio teatrale e sinfonico dell’Orchestra.
Seguirono altri direttori di spicco come Victor de Sabata, Claudio Abbado, fino ad arrivare a Riccardo Muti. Parallelamente, La Scala offrì le luci della ribalta ad alcune delle più acclamate voci della storia, come l’indimenticabile Maria Callas, Renata Tebaldi, il compianto Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Nicolaj Ghiaurov, Leyla Gencer, Giulietta Simionato, Mirella Freni, Shirley Verrett, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Carlo Bergonzi etc. a registi di grande fama come Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi e a talentuosi coreografi e ballerini come Leonide Massine, George Balanchine, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Luciana Savignano.


Una Scala di curiosità

Abbiamo raccolto alcune notizie e curiosità che forse non conosci su La Scala.

1. È solo a partire dal 1940 che la prima della Stagione si tiene il 7 dicembre, giorno del patrono di Milano.
2. Ogni famiglia nobile arredava il palchetto a proprio gusto e piacimento. Fino al 1921, infatti, il palco era proprietà privata ed era di fatto parte integrante del patrimonio della casata. Più era lussuoso, più era riconosciuto un alto status sociale. C’era chi portava mobili preziosi, chi decorava le pareti, chi allestiva spazi per amoreggiare, giocare o cucinare. È famoso il palchetto 13, interamente tappezzato di specchi, per spiare gli avventori da ogni angolazione. Solo le tendine che davano sulla platea dovevano essere uniformi: prima azzurre e, in seguito, rosse.
3. Nell’Ottocento a La Scala si andava intorno a mezzogiorno, per uscirne a notte inoltrata. Infatti, non si tenevano solo spettacoli teatrali, ma anche gare di equitazione, balletti, cene, giochi d’azzardo etc. Com’era possibile? Grazie alle seggiole mobili della platea che, spostate, davano l’opportunità di ottenere un grande spazio libero.
4. Il lampadario centrale che vanta ben 400 lampadine, è talmente imponente che può ospitare nella coppa centrale un uomo. Quello che vediamo oggi non è l’originale disegnato nel 1860 da Alessandro Sanquirico, ma una copia.
5. Al secondo piano si trovava una vera e propria cucina, per cuocere manicaretti per i nobili. Si narra che il cibo volasse sulle teste di quelli di sotto, mentre gli aristocratici gozzovigliavano.
6. All’interno della struttura era presente anche un altro teatro, la Piccola Scala, con soli 600 posti, dedicato all’allestimento di opere da camera moderne e al melodramma antico. Con la ristrutturazione, avvenuta nel 2000, la Piccola Scala fu assorbita da la nuova Scala.
7. Il famoso punto Callas fu individuato dalla divina durante una delle sue rappresentazioni. Da quel preciso spazio nel palcoscenico riusciva a far giungere la sua voce ovunque e a tutti. La cantante più amata nel mondo aveva in realtà un fervente oppositore, Arturo Toscanini, a cui il timbro della sua voce proprio non piaceva.
8. Durante la seconda guerra mondiale, il teatro è stato bombardato e ricostruito nello stesso posto e con l’identico aspetto nel 1946, grazie all’allora assessore della cultura Achille Magni.
9. La Scala ha un palcoscenico all’avanguardia. Durante la ristrutturazione dei primi anni Duemila, l’architetto Mario Botta ha aggiunto una torre scenica più grande e l’ingegnere Franco Malgrande ha realizzato un’avveniristica macchina scenica. Si può così passare dai 18 metri sotto terra, dove si confeziona l’arredo, ai 4 metri sopra il livello del palco.
10. Il famoso pubblico del Loggione, che appartiene all’associazione Amici del Loggione, è composto da spettatori super partes. Al loro esigente parere è affidato l’esito di una rappresentazione. Pare che molti artisti decidano di non calcare il palco de La Scala proprio per non rischiare fischi e contestazioni da parte dei loggionisti.


Legata a Milano e ai milanesi

La Scala racconta l’evoluzione della città e dei suoi cittadini e negli anni è diventata una vera fucina di talenti e di iniziative sociali e lavorative. Nuovi professionisti si sono formati, nuovi pubblici sono stati educati all’importanza della lirica, del balletto e della musica: tutto questo grazie all’Accademia, ai laboratori e all’intensa promozione culturale. Se ancora oggi l’offerta teatrale italiana ci rende i migliori nel mondo è grazie allo sforzo di quei teatri che, come La Scala, investono e credono nel nostro patrimonio artistico e storico.

Condividi questo articolo

Condividi questo
articolo e ottieni
25 punti sicurezza