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Come superare la sindrome da rientro in ufficio

Come superare la sindrome da rientro in ufficio

Ma come? Non hai fatto in tempo a tagliare il panettone e a cantare Jingle Bells che è già arrivato il temuto rientro al lavoro.
Tra l’altro durante le vacanze la tua casella e-mail ha fatto indigestione di messaggi, sulla scrivania - oltre a un po' di polvere - si è anche accumulata una pila di progetti da visionare. Il telefono squilla continuamente e, se pensi alle tue prossime ferie, ti sale già l'amarezza.
Calma e sangue freddo.
Prima di tutto sappi che entro qualche giorno il tuo corpo si riabituerà alla routine e quello che oggi ti sembra insopportabile ti apparirà sotto una luce migliore.
Poi, prova a mettere in pratica questi proverbiali trucchetti:

  1. Chi va piano va sano e lontano. Non strafare, cerca di porti obiettivi realizzabili e raggiungibili. Non riempirti le giornate di incarichi pesanti, ma trova un ritmo sostenibile.
  2. Chi dorme piglia pesci. Hai ancora il jet lag da capodanno? Abbandona la tendenza sonno-veglia festiva e riprendi quella feriale. Sforzati di andare a letto presto per non sembrare un walking dead durante il giorno.
  3. A casa sua, ognuno è re. Il bello del Natale sono le cene e i pranzi in compagnia? E chi ha detto che devi rinunciare a queste buonissime abitudini? Almeno una sera a settimana organizza un rendez-vous con la famiglia o con gli amici, perché c’è sempre un motivo per festeggiare, ad esempio aver superato indenne il rientro al lavoro.
  4. Anno nuovo, vita nuova. Se c’è un vantaggio conclamato di gennaio è che ogni ottimo proposito è ben accetto. Dunque, non limitare la fantasia: tira fuori le idee, pensa a nuovi progetti che magari piaceranno al tuo capo. E se non sarà così, pazienza, avrai rinfrescato la mente e dato una svolta al noioso trantran.
  5. Chiodo scaccia chiodo. Forse non lo sai ma il 2016 è l’anno dei ponti: il 28 marzo si festeggia Pasquetta, il 25 aprile cade di lunedì , il 2 giugno di giovedì, il 15 agosto di nuovo lunedì, l’1 novembre è un martedì e l’8 dicembre un giovedì. Guarda avanti e pensa a delle mini fughe, così il lavoro ti peserà molto meno.
  6. Con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti. Se la tristezza porta tristezza, i lamenti portano altri lamenti. Dopo il primo contraccolpo da rientro cerca di limitare i momenti di down, servono solo a buttarti giù ulteriormente.
  7. L'ozio è il padre dei vizi. Il lavoro è importante: riempie le nostre giornate ci rende responsabili, attivi, vivi. Se fossimo in vacanza da una vita apprezzeremmo davvero le ferie?

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