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La sicurezza rende più forti

La sicurezza rende più forti

Ci sono luoghi in cui riteniamo di sentirci al sicuro solo perché li conosciamo bene.
Se pensiamo al nostro solito posto di lavoro ce lo immaginiamo come uno spazio dove non esistono minacce per la nostra salute. Non è così.
Non a caso la legge 626 del 1994 e più recentemente il D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008 e il D. Lgs. 106 del 3 agosto 2009 hanno imposto alle imprese una serie di obblighi in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Questo perché individuare i pericoli è il primo passo per prevenirli.
Cosa rischiamo dunque?

Rischi per la salute.
Ci sono rischi per la salute soprattutto per chi è esposto agli agenti chimici, cancerogeni e mutageni, oppure agli agenti fisici o biologici, comprese le fonti di emissione di rumori, vibrazioni, ultrasuoni e radiazioni.
Erroneamente si crede che gli agenti biologici siano presenti, ad esempio, solamente negli ambulatori o nelle aziende agricole, in realtà possono manifestarsi anche negli uffici, nelle scuole, nei centri estetici. Una cattiva manutenzione degli impianti di aerazione o idraulici può portare alla proliferazione di microrganismi nocivi, responsabili di allergie o infezioni.

Rischi per la sicurezza.
Esistono i rischi per la sicurezza, causati da strumenti presenti in azienda, da problematiche strutturali, dall’assenza di protezioni o di apparecchiature di emergenza. Anche in questo caso i pericoli non si manifestano solo per i lavoratori in campo dell’edilizia o per gli operai (per citare solo alcune categorie) ma anche per chi sta tutto il giorno davanti al monitor di un computer.
Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 60% delle malattie professionali denunciate negli ultimi anni sono osteo-articolari e muscolo-tendinee, con un picco per le tendiniti, spesso causate dall’utilizzo del mouse.

Rischi trasversali: lo stress lavoro correlato.
Infine ci sono i rischi trasversali, legati all’organizzazione o allo stress, che colpiscono il lato psicologico del lavoratore. Queste tipologie sono molto più insidiose perché difficili da decifrare e da determinare.
In un sondaggio dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA) è emerso che "circa metà dei dipendenti considera lo stress comune nei luoghi di lavoro e ad esso è dovuta quasi la metà di tutte le giornate lavorative perse".

Rischi diversi per uomini e donne.
C’è un’ulteriore distinzione da fare e riguarda il genere. Nel decreto legislativo 81/2008, l’articolo 1 recita: l’uniformità di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori anche con riferimento alle differenze di genere.
Cosa significa? Che nell’analizzare i rischi si fa frequentemente riferimento a un soggetto neutro, mentre uomini e donne possono andare incontro a rischi diversi. Quindi, se da una parte è importante sostenere la promozione delle pari opportunità, dall’altra è opportuno valorizzare le differenze per tutelare al meglio la salute.
Non si può prescindere da un’analisi e da una distinzione dei settori femminili e maschili, quelli in cui la concentrazione "rosa" è più spiccata sono l’alberghiero, il domestico, il sanitario, il commercio e l’istruzione, mentre gli uomini sono più indirizzati al settore manifatturiero, delle costruzioni, dei trasporti, agricolo e finanziario. Si evince che le donne risultano maggiormente sottoposte a disturbi legati all’apparato muscolo-scheletrico, a causa di posizioni errate protratte a lungo, mansioni con gesti ripetitivi, eccessiva sedentarietà etc.
E non solo, incide anche la componente fisica. In caso di contatto con sostanze tossiche le donne sono più esposte rispetto agli uomini.
Per delineare un quadro completo bisogna anche tenere in considerazione quello che succede fuori ufficio. Le mansioni casalinghe, spesso a completo appannaggio della donna, rappresentano una notevole fonte di stress e incidono nelle dinamiche lavorative aziendali.

Insomma è necessario un approccio multidisciplinare nella valutazione dei rischi sul lavoro. Per fortuna l’INAIL mette a disposizione software specifici, nonché linee guida e buone prassi da seguire, con aggiornamenti costanti.
Perché se l’ambiente di lavoro, la sicurezza nello svolgere le proprie mansioni e la tipologia di attività gratificano il dipendente allora i benefici saranno evidenti: personale invogliato e soddisfatto, forza lavoro in buona salute e produttiva, rendimento migliore, meno assenteismo e meno oneri sulla società.
Questo si traduce in aziende più sane, redditive e competitive.
Stabilire e governare i rischi non è solo un obbligo di legge, ma una buona strategia per far sì che il lavoro continui a nobilitare le persone.

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