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La tecnologia che ti migliora la vita.

La tecnologia che ti migliora la vita.

L’argomento tecnologia crea spesso delle diatribe insanabili: c’è chi sostiene che l’universo tech stia peggiorando il nostro stile di vita e chi, invece, si spende a favore di un mondo sempre più evoluto.
È indubbio che, come ogni tema, anche questo abbia i suoi pro e contro. La ragione sta nel mezzo: l’abuso di tecnologia non porta mai benefici, mentre un uso consapevole può di certo aiutarci ad affrontare meglio le nostre giornate.

Soprattutto nel caso delle tecnologie applicate alla salute e alla sicurezza.

Tecnologia e salute: binomio vincente.

Da tempo tutti i più grandi brand hanno lanciato sul mercato un proprio modello di smartwatch. Gli orologi “intelligenti” offrono in miniatura le funzionalità di un telefono e di un piccolo computer con una caratteristica in più, la possibilità di “misurare” il nostro benessere: le calorie spese durante la giornata, il conteggio dei passi, il monitoraggio del ciclo sonno-veglia.

In alcuni casi sono dei veri e propri personal trainer, ci avvisano quando è il momento di fare movimento, si congratulano con noi se abbiamo raggiunto un traguardo sportivo, ci invitano ad

andare a riposare e ci svegliano al momento giusto. Anche le app si stanno spostando in questa direzione per sfruttare al massimo le potenzialità sia degli smartwatch che degli smartphone, due device che portiamo sempre con noi. Soprattutto è interessante l’eventualità di creare un’interazione tra medici e pazienti, per raccogliere “in diretta” i dati sanitari di quest’ultimi. Se già ora sono disponibili applicazioni che permettono di incamerare informazioni sulla salute e su eventuali allergie, pensiamo a quanto sarebbe fondamentale nel prevenire alcune patologie (come l’ictus, l’infarto) un dispositivo evoluto in grado di tenere sotto controllo il battito cardiaco, il livello di ossigeno nel sangue, la temperatura, il grado di mobilità e la posizione. Oppure di poter utilizzare la fotocamera per mostrare i sintomi di una malattia e poter così fissare un consulto. Per fortuna non sono ipotesi di un futuro immaginario, ma idee che si stanno concretizzando.

Quando la tecnologia diventa sicurezza alla guida.

Un altro campo in cui la tecnologia sta facendo passi da gigante è la sicurezza alla guida. Sono in commercio dei device head-up display, da collegare tramite Bluetooth® al proprio smartphone, che consentono di proiettare sul parabrezza i dettagli riguardanti la navigazione, le indicazioni di svolta, distanze, velocità corrente, limiti di velocità, tempo stimato all’arrivo e traffico. Non è più necessario distogliere lo sguardo dalla strada, perché è tutto davanti ai nostri occhi.

Le principali case automobilistiche, inoltre, stanno studiando da tempo dei sistemi per riconoscere i pericoli più frequenti, tramite sensori radar in grado di individuare oggetti in movimento (ciclisti, sedie a rotelle, pedoni) e statici (marciapiedi, strade, edifici, pali, alberi). Analizzando in pochi millesimi di secondo tutti questi dati, il sistema riconosce ad esempio l’intenzione di svoltare, decidendo se e come intervenire, evitando rischi e situazioni di pericolo.

Soluzioni evolute per la terza età.

E per la terza età? Sappiamo che gli over 60 non sono abituati alla tecnologia, eppure ultimamente anche loro stanno prendendo confidenza con l’hi-tech. E così ecco che nascono dispositivi in grado di rispondere alle principali problematiche dell’anzianità. Al primo posto c’è sicuramente la perdita di memoria: dove sono le chiavi? Dove ho lasciato il cellulare? Sono queste le domande che sentiamo più spesso. Bene, oggi grazie ad alcuni innovativi device, è possibile rintracciare gli oggetti smarriti.

Come funzionano?
Sono piccoli sistemi che si applicano (come portachiavi o adesivi) ai telefoni, alle chiavi, al portafoglio, agli occhiali etc. Dialogano attraverso il Bluetooth® dello smartphone per indicare

agli utenti, attraverso un’app apposita, la posizione esatta degli oggetti. Possono anche essere utilizzati per rintracciare un animale domestico o impiegati per localizzare i propri figli o nipoti.
Il limite, per ora, è il raggio d’azione di questo tipo di tecnologia perché non copre grandi distanze, ma gli sviluppatori sono già al lavoro per ovviare all’inconveniente.

Altro punto cruciale è l’incontinenza. Dal Giappone sono in arrivo i pantaloni “intelligenti” che predicono quando andare in bagno. Un dispositivo, inserito negli indumenti intimi, permette di inviare dei messaggi allo smartphone e di segnalare la prossima sosta toilet.
È indubbio che gli over 60 siano un target interessante per i brand, sia per il generale allungamento delle aspettative di vita, sia perché rappresentano un ottimo business.

La salute, per loro, viene prima di tutto; sono pertanto disposti a spendere se le news in campo tecnologico possono aiutarli a vivere meglio.
Ci si augura che le grandi marche puntino sempre più ad oggetti davvero utili per il nostro benessere e non coccolino solamente il nostro desiderio di tecnologia tout court.

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