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Un mo(n)do nuovo di pensare

Un mo(n)do nuovo di pensare

Negli ultimi anni la preoccupazione per l’ambiente, per il surriscaldamento globale e per la situazione di fauna e flora nel nostro mondo ha riempito le prime pagine dei giornali, richiamando l’attenzione collettiva.
Molti personaggi di spicco (e non solo) hanno dato voce e volto alla causa ecologica, sensibilizzando sempre più a un consumo consapevole delle risorse.


Uno dei primi, David Attenborough

Una vita passata a stretto contatto con gli animali per raccontare alle persone la vita meravigliosa della natura. David è la firma per eccellenza dei documentari della BBC e uno dei primi attivisti a favore dell’ambiente.
A quasi 93 anni ha prestato la sua voce per una celebre piattaforma streaming che ha appena rilasciato una serie sul nostro pianeta, mostrando immagini spettacolari ad altissima risoluzione ed evidenziando, al contempo, i rischi che sta correndo la nostra Terra a causa dell’attività umana.


 Famosi ambassador dell’ambiente

Già sul finire degli anni ’90 il vice presidente dell’era Clinton, Al Gore, si impegnò affinché gli Stati Uniti firmassero il protocollo di Kyoto per la riduzione di gas inquinanti.
Da lì in poi, la missione ambientalista di Al Gore non si è fermata. Ha fondato l’Alleanza per la Protezione del Clima, prodotto documentari sul riscaldamento globale fino a vincere, nel 2007, il Premio Nobel per la pace.
Anche la star hollywoodiana Leonardo Di Caprio non è da meno. Ha realizzato un documentario per evidenziare i cambiamenti climatici ed è diventato ambasciatore dell’Onu.
Robert Redford, Woody Harrelson, Matt Damon, Cate Blanchett, Daryl Hannah, Cameron Diaz, Helen Mirren, Vivienne Westwood, Brad Pitt, Angelina Jolie sono solo alcuni dei tanti vip che hanno abbracciato la causa ecologica. Sul fronte italiano si segnalano Ermanno Olmi, Jovanotti, Piero Pelù, Adriano Celentano, Rossella Brescia, Valeria Golino. 


Le nuove generazioni

Se da una parte, il 15 marzo 2019, migliaia di giovani sono scesi in piazza per protestare contro i cambiamenti climatici, guidati dalla quindicenne Greta Thunberg al grido di #fridayforfuture, dall’altra parte alcuni giovani geni si sono inventati delle innovative soluzioni eco-friendly, celebrate dal premio Brower Youth Awards.
Sono nate idee a favore della natura come: la conservazione delle api, grazie all’introduzione di alveari nei campus universitari americani; una calcolatrice per la rimozione dei batteri, al fine di mantenere i corsi d’acqua puliti; una batteria che utilizza biossido di carbonio e altri materiali di scarto; un dispositivo alimentato da energia solare per purificare l’aria; un programma per riutilizzare i rifiuti delle università e per recuperare l’olio usato.


I dati che ci dovrebbero far riflettere 

Secondo i rapporti del NOAA (National Climatic Data Centre) il 2018 è al quarto posto tra gli anni più bollenti del XX secolo, con una temperatura media sulla terra e sugli oceani di 0,77 gradi in più rispetto alla media dell’intero secolo. Le prospettive per il 2019 non sono migliori: è prevista una primavera negli Stati Uniti di inondazioni storiche e diffuse. “Ogni anno, gli Stati Uniti hanno una media di circa 10.000 temporali, 5.000 inondazioni, 1.300 tornado e 2 uragani atlantici, oltre a siccità e incendi boschivi diffusi. Gli eventi meteorologici, idrici e climatici causano in media circa 650 morti e $15 miliardi di danni all'anno e sono responsabili di circa il 90% di tutti i disastri nazionali. Un terzo dell'economia statunitense, circa 3 trilioni di dollari, dipende dal tempo e dal clima.” (fonte: sito Noaa).
Questi cambiamenti non riguardano solo gli USA, ma anche l’Italia. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale il surriscaldamento globale potrebbe comportare la modificazione delle precipitazioni, aumentando il livello del mare e portando a eventi climatici estremi come alluvioni, siccità e cicloni.



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